Immagine
 INVINCIBILI/ I guerrieri Talebani... di giuseppe
 
"
“Nessuna meta è irraggiungibile, quando ho qualcosa da dire”

Nicola Vacca
"
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di giuseppe (del 26/02/2008 @ 12:29:38, in blog, linkato 1459 volte)

Qualcuno dovrebbe spiegare alla Santanchè che il fascismo non era di destra, che il fascismo iniziò e finì e anzi finendo impostò le cose più belle da sinistra, che il fascismo era di sinistra.

Qualcuno dovrebbe spiegarle che il fascismo era contro i ricchi, che tolse ai ricchi i privilegi, che trattava tutti allo stesso modo, che era il sole dei poveri.

Qualcuno dovrebbe spiegarle che gli errori del fascismo, leggi razziali, colonialismo, guerra, vanno storicizzati, anche se, mi rendo conto, bisognerebbe pure spiegare cosa significa storicizzare, insomma, una faticaccia.

Poi, se invece di frequentare salotti e salottini in tutto il suo passato, avesse frequentato le sezioni del Msi, saprebbe già di suo che nessuno si era mai sognato di sostenere teorie razziste, o bellicistiche e che quindi non c’è bisogno adesso di abiurare, o distinguere.

Qualcuno dovrebbe spiegarle che non ha senso riaprire una polemica – fascismo/antifascismo – proprio quando era finalmente chiusa, con sollievo unanime, pur di farsi il suo trucco e di indossare una maschera, a fini elettoralistici e personalistici.

Ma di tutto questo bisognerebbe chiedere conto a Francesco Storace, che le sezioni del Msi le ha frequentate, e tanto di cappello!

Ma adesso bisognerebbe chiedergli come si sente ad aver affidato, lui che ha conosciuto Giorgio Almirante e Pino Rauti, la tradizione missina a Daniela Santanchè.

Certo, Gianfranco Fini ha tradito, ha svilito, ha seppellito, ha annacquato, ha ripudiato tutto un patrimonio ideale, fra l’altro attualissimo e anzi futuribile, e va bene. Ma a parte che Francesco Storace con Gianfranco Fini c’è stato insieme per anni in tutto questo e non solo ed è meglio chiuderla qui, fammi stare zitto, ecco, se questo è il risultato, la candidatura di Daniela Santanchè, tanto valeva tenerci Fini e morire democristiani, ma almeno con Fini potevamo parlarci e ragionare di storia e di politica, nella stessa lingua, nella stessa memoria e prima di morire democristiani avremmo potuto polemizzare con lui per qualche decennio ancora, e così facendo tenere vivi ideali e passioni.

Con la Santanchè di che dovremmo, di che potremmo parlare? Di Emilio Fede? Di Lele Mora? Di discoteche della costa Smeralda? Di tronisti e di veline? Di chirurgia estetica? Di stabilimenti balneari della Versilia?

Infine, qualcuno chieda a Luca Romagnoli se è proprio convinto “che la nostra scelta di candidare Daniela Santanché premier sia giusta”. Intanto, per l' erede della fiamma tricolore, candidare a premier Daniela Santanchè è tout court una vergogna.

Poi, se sia elettoralmente giusta, lo scopriremo solo vivendo, a urne aperte. Però, per quel che conta, così facendo e così apparentandosi, almeno un voto l’ha già perso: il mio.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (202)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Sono proprio costretto, dall’enormità delle cazzate che ho letto ‘stamattina, quando ero già di cattivo umore e ora lo sono ancor di più, a ritornare sul tema del fascismo. Per ben due volte. Questa volta in maniera completamente seria.

Lo faccio qui di seguito in estrema sintesi, pure dopo essermi dato una bella calmata, per quanto il sangue mi stia ancora negli occhi e mi esca dalle meningi il fumo.

Siccome non si possono mischiare i miti con i nani, gli eroi con i saltimbanchi e i poeti con le ballerine, lo farò però in due giorni, con la speranza, domani, di essere magnanimo e indulgente con la sventurata che ha risposto.

Allora, in primo luogo, sul supplemento economico di “Repubblica” di oggi c’è, in prima pagina, un articolo di tal Ben Stein, ripreso dal “New York Times”.

Si tratta - ho appreso su Google - di un economista e politico, che parla dei subprime, cioè, come è noto, i mutui non onorati diventati il problema principale della finanza e dell’economia americana e di conseguenza di tutto l’Occidente che ne è servo.

Inizia, il suo ragionamento, questo qui, citando e a ragione e con grande onore, Ezra Pound e la sua polemica contro l’usura.

Una citazione incompiuta, perché qualcuno dovrebbe spiegare a questo Ben Stein le teorie economiche e politiche di Ezra Pound per intero, comprese e anzi soprattutto quelle sulla moneta, ma insomma, va bene, una bella citazione.

Ma dopo la citazione iniziale, questo Ben Stein mette subito le mani avanti, come a scusarsi di una citazione, certo sacrilega, nel tempio dei mercanti dell’alta finanza internazionale, certo e così inizia il suo articolo:

Sì’, lo so che Ezra Pound era un antisemita e un ammiratore di Mussolini, ma più tardi si pentì di entrambe le cose e fece ammenda. A mio avviso, se escludiamo Bob Dylan, Pound è stato il più grande dei poeti americani del XX secolo, e spesso ha colpito nel segno, malgrado la sua evidente eccentricità”.

Certo, il potere economico e finanziario americano e dell’alta finanza internazionale non ha mai perdonato e tuttora non riesce a digerire la figura di chi ne spiegò al popolo le perfide articolazioni e i letali meccanismi di asservimento, e ancora oggi siamo punto e daccapo.

Qualcuno dovrebbe ricordare a questo Ben Stein che quella che egli chiama “eccentricità” di Ezra Pound è la ragione per cui gli Americani, finita la guerra, gli fecero fare tredici anni di manicomio criminale, a causa delle opinioni che aveva espresso, il che, per la patria della così detta democrazia, è certo un bel record.

Quanto all’accostamento e alla classifica sui poeti americani contemporanei, il primato di Bob Dylan e anzi l’accostamento stesso fra i due fa sganasciare dalle risate e anche soltanto il fatto di aver potuto pensare una relazione del genere la dice lunga sulla pochezza culturale di questo Ben Stein.

Ma una cosa è esprimere opinioni, cosa a tutti consentita, salvo poi affrontare i riscontri di valutazioni oggettive; un’altra - e c'è una bella differenza-  è dire cazzate, falsificare la realtà.

Ecco, Ezra Pound non si è mai pentito di essere stato un antisemita e un ammiratore di Mussolini e non ha mai fatto ammenda di niente.

A parte che sono due ordini di ragioni, due problematiche diverse, due paia di mani differenti, insomma e non in relazione fra di esse; a parte che qualcuno dovrebbe spiegare a questo Ben Stein che quello che egli chiama antisemitismo di Ezra Pound in realtà non era certo odio razziale, ma polemica contro l'alta finanza; e pure che Ezra Pound fu sempre poeta di pace; a parte che oltre tutto non c’era proprio niente di cui pentirsi; ecco, a parte tutto ciò, Ben Stein non si deve permettere di esprimere falsità.

 

Ezra Pound non si pentì mai di niente e di nessuno e mai di niente e di nessuno fece ammenda.

Era un grande uomo e aveva grandi idee.

Qualcuno dovrebbe spiegare a questo Ben Stein la frase che Ezra Pound disse quale unica risposta all’ufficiale americano che nel 1944 avrebbe voluto interrogarlo nel campo di prigionia di Coltrano, nei pressi di Pisa, dove lo avevano rinchiuso in una gabbia, per fargli pagare il suo impegno culturale a favore del fascismo e non contro gli americani, ma contro i banchieri e gli usurai americani, che, allora come oggi sempre di più, continuano a sfruttare e ad affamare il popolo.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (163)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di giuseppe (del 21/02/2008 @ 16:51:15, in blog, linkato 1367 volte)
Ieri, nel corso della protesta popolare - una delle tante - a proposito dell'emergenza - rifiuti in Campania, i cittadini di Marigliano, in provincia di Napoli, hanno cominciato a riconsegnare / strappare i certificati elettorali. Detto/fatto.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (177)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di giuseppe (del 20/02/2008 @ 12:37:32, in blog, linkato 3161 volte)

Una sera – erano i primi anni Novanta, dovrei controllare l’anno esatto – quando tornai a casa, scoprii che il mio quarto d’ora di celebrità era arrivato quel giorno, mentre io ero assente.

A quel recapito telefonico, l’unico in cui ero rintracciabile – come un po’ tutti, non avevo ancora il telefonino – mi avevano cercato da Roma molti colleghi giornalisti.

Cosa era successo?

Niente, la mattina precedente era uscito un mio articolo sul quotidiano“Secolo d’Italia”, a mio avviso di routine, un mio commento di attualità e costume, che invece aveva innescato una specie di corto circuito.

Cosa avevo scritto di tanto eclatante?

Niente, prendendo lo spunto da un fatto di cronaca accaduto Torino, avevo parlato del karaoke, la trasmissione televisiva condotta da Fiorello, che era poi la registrazione degli spettacoli dal vivo che egli conduceva sulle piazze di tutta Italia. Avevo sostenuto, in sintesi, che il karaoke era la manifestazione giovanile di massa più importante dai tempi del Sessantotto in avanti; che quei ragazzi manifestavano il loro canto libero, che erano la voce e il volto della nuova speranza e che, infine, finalmente la musica italiana veniva così sottratta al grigio e ferreo monopolio culturale di sinistra, dei comunisti parlamentari ed extraparlamentari.

Era sì un bell’articolo, originale certo, ma poi niente di tanto importante, a mio avviso, rispetto a tante altre cose che avevo scritto in passato, senza che nessuno avesse mai avuto da eccepire, insomma, detto francamente, come si suol dire, senza che nessuno mi avesse mai cagato. Ma erano quegli gli anni in cui, lentamente, il Msi usciva dal ghetto in cui era stato per decenni relegato, principalmente dai mezzi di comunicazione di massa e con esso usciva un po’ tutto quello che al Msi veniva ricondotto e, sempre ad opera dai mezzi di comunicazione di massa, andava sotto i riflettori, a proposito o a sproposito veniva analizzato e diffuso.

Il mio articolo sul karaoke suscitò un putiferio.

“La Repubblica”, per esempio, ci fece un paginone, con dotte e compunte analisi delle mie semplici tesi. E il “povero” Fiorello, diventato suo malgrado “fascista” ( ma io non lo avevo mai sostenuto ), non so per quanti mesi andò avanti nelle interviste su radio, giornali e tv a dire che no, lui non era fascista, anzi non lo era mai stato, non era mai stato iscritto a nessun partito, tanto meno al Msi, o alle sue organizzazioni giovanili e robe simili.

Ed è noto che per lunghi anni e ancora fino ad allora il termine “fascista” veniva usato in senso spregiativo generalizzato dai comunisti, nei confronti di tutti i loro avversari, cioè di tutti coloro i quali, insomma, non la pensavano come loro.

L’edificante episodio politico – culturale che ho raccontato e che mi vede, mio malgrado, protagonista, mi è ritornato alla memoria ieri, quando ho appreso delle dichiarazioni di Fiorello a “Viva Radio2”, il programma di RadioRai che egli conduce quotidianamente la mattina.

Ne è passato di tempo! Fiorello, lasciato il karaoke, ha nel frattempo ampliato la sua popolarità e anzi l’ha estesa a tutte le fasce d’età di pubblico e poi è diventato apprezzato conduttore, intrattenitore e comico.

Proprio per questo la sua affermazione di ieri è importante. E no, non è stato uno scherzo, non è stato lo sproloquio comico, no, non è stata un’improvvisazione, per quanto così abbiano egli stesso e i suoi autori tentato di farla passare, per annacquarla, scolorirla e farla passare sotto silenzio.

Invece no, silenzio un corno! Ieri Fiorello ha detto una cosa giusta e quando l'ha detta parlava sul serio!

Ha invitato a non votare chi, evidentemente, non merita il premio, il riconoscimento, il consenso del popolo, perché, ancora evidentemente, incapace, nel migliore dei casi, parassita e corrotto negli altri.

Insomma, si è messo sulla scia “popolare” ( nel senso di attira – simpatia dell’”antipolitica” ), della polemica anti – casta dei politici, del movimento di Beppe Grillo.

Ma cavalcando la tigre dell’antipolitica, ieri Fiorello è andato sopra le righe, ha steccato e ha detto una cosa che pure io – e per dirlo io! – considero esagerata: ha invitato gli Italiani a strappare le schede elettorali!

Esagerata perché se non altro penso che sia un reato penale.

Insomma, dichiarare di non votare, motivandolo, è un diritto e va bene; invitare a non votare è un’ altra espressione di libera manifestazione di pensiero e ci può stare; ma invitare a strappare i fogli elettorali e strappare schede e certificati, mi sembra che sia un reato penale, anche se non ne sono sicuro, ma insomma, se non è reato, certo siamo border line.

Comunque sia, questa sì che è una cosa “fascistissima”! E bravo Fiorello!

Il bello è che adesso, a distanza di quindici anni, quando glielo dissero a sproposito, senza che egli avesse fatto proprio niente, ora che se lo sarebbe, tutto sommato, meritato sul campo di battaglia e proprio in senso specifico, nessuno si è sognato di dargli del “fascista”!

Allora, se permettete, lo faccio io!

Con un sorriso e una bella pacca sulle spalle, dai! Caro Fiorello, mannaggia a te, dai! Sei proprio un gran fascista!

Articolo (p)Link Commenti Commenti (185)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di giuseppe (del 19/02/2008 @ 18:21:40, in blog, linkato 982 volte)
Alla mia invettiva di ieri, va doverosamente aggiunto che dalla scorsa legislatura, dall'introduzione della nuova legge - porcata, in Italia il popolo non elegge più i propri rappresentanti. I rappresentanti del popolo non sono eletti dal popolo, sono nominati dai partiti. C'è una bella differenza. Una ragione in più per non andare a votare: che non è rinuncia, o negazione, anzi: è un atto chiarissimo, di protesta, di rifiuto e di affermazione.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (4)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di giuseppe (del 18/02/2008 @ 20:15:05, in blog, linkato 1315 volte)

Una volta, negli anni Settanta, in conferenza – stampa, chiesero all’allora Segretario di Stato americano Henry Kissinger, uno dei massimi protagonisti, ed esperto, della politica internazionale, un giudizio su una delle tante crisi di governo italiane ed egli, sorridendo, rispose che non poteva e non sapeva rispondere, perché della politica italiana non ci capiva proprio niente.

Era una battuta, diplomatica, ovvio: ma una battuta emblematica.

Una volta, negli anni Ottanta, una mia amica alla quale tentavo di spiegare a gran fatica i partiti politici, mi chiese, dopo giorni di studio: “E la Rete? Che cazzo è la Rete?”.

Forse qualcuno ricorderà l’aggregazione denominata appunto “la Rete”, che assurse all’epoca per qualche tempo agli onori delle cronache specializzate, con Diego Novelli e Leoluca Orlando, da Torino a Palermo: ecco, io non riuscii a spiegarle, che cosa fosse “la Rete”.

Un’altra mia amica, che vive all’estero, mi ha chiesto oggi lumi sugli ultimi avvenimenti italiani e mi ha domandato per chi voterò.

Beh, questa risposta è facile: non voterò per nessuno, e anzi non andrò proprio a votare.

Ma a spiegarle qualcosa di più preciso e di più approfondito, sulla campagna elettorale, ahimè, ce ne vuole, neh? Come dicono a Torino…

Cosa è la Rosa bianca? Tabacci, chi era costui?

Che c’azzecca Di Pietro, e pure Pannella, con il partito democratico, che pure diceva di voler correre da solo?

Come fa a dirsi “nuovo”, uno che fa politica da quando andava alle elementari e si è allegramente rimangiato la tanto strombazzata prospettiva di cambiare vita e ritirarsi in Africa?

E come mai l’altro è candidato,a vita,ormai,del centro – destra, da quattordici anni e cinque elezioni?

Perché i due maggiori partiti contrapposti hanno programmi simili e i due loro leader dicono le stesse cose, pacatamente, serenamente e mi consenta a parte?

Come mai tutti sanno che tanto sono solamente puttanate, parole in libertà per accalappiare consensi estemporanei e poi continuano a votare?

Come mai c’è un partito ancora con il simbolo del comunismo, quando pure in Cina, in Corea del Nord e a Cuba l’hanno tolto?

Che minchiata è questa sinistra rosso-verde, che è stata al governo fino ad adesso e adesso promette quel che non ha fatto finora, mentre ha visto in due anni il record di incidenti sul lavoro, di precariato diffuso, di incendi nei boschi e di immondizia per le strade?

A proposito, perché uno dei saggi del partito democratico, il governatore Bassolino, non si dimette?

Perché in quel partito “nuovo” ci stanno Prodi, D’Alema, Rutelli, Visco, Ciriaco De Mita e potrei continuare a lungo?

E come fa uno che due settimane prima aveva deriso la nascita del nuovo soggetto politico ideato all’improvviso, in piazza San Babila, una serata milanese cui il Milan non giocava a San Siro, commentando “Siamo alle comiche finali”, a sciogliere d’imperio il proprio, di partito, e a confluire nel “nuovo”? Dopo che aveva detto pure solennemente, sempre due settimane fa, “L’esperienza della casa della Libertà è finita per sempre”? Ma poi non era quello che con Bossi non doveva prendersi più neanche un caffè?

Sempre a proposito, perché uno che ha detto che con la bandiera del proprio Stato ci si pulisce il culo è ancora lì a chiedere impunemente voti agli Italiani e continua a vaneggiare di secessione in aperto contrasto con la Costituzione?

E perché, in tutti questi casini, i centristi adesso corrono da soli e divisi, in direzione ostinata e contraria, ma senza sapere nemmeno essi stessi dove e perché?

Come è possibile che adesso la corifea della fiamma sia una che fino a pochi anni fa si occupava di chirurgia estetica, ristoranti e discoteche da milionari, anzi, pardon, bilionari?

Dove lo mettiamo adesso il campione anti-abortista, un ex – comunista di grosso calibro, che mi ricordo se ne stava davanti al palazzo di giustizia di Torino, fra gli ultras del Pci, ad impedire con la sua mole che gli altri partiti potessero entrare e fare in modo così che i suoi continuassero ad avere il primo posto, in alto, a sinistra, sulla scheda?

E a proposito di temi etici, come mai i leader politici che si presentano sostenendo di non volere “dico”, coppie di fatto e quant’altro, quali campioni della famiglia, tutti: Berlusconi, Fini, Casini, Bossi, Brambilla e Santaché, sono risposati, o conviventi di fatto?

Ma qui è meglio fermarsi.

Io, certo non voterò per nessuno: sono tutti uguali e tutti improponibili, dopo aver dato a lungo il peggio di sé.

Ma se c’è qualcuno di voi, care blogghine e cari blogghini, che sa rispondere anche a una soltanto di queste domande e soddisfare la mia amica straniera, prego, le spieghi, si faccia avanti, mi aiuti, per favore! Apriamo il dibattito, blog a blog.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (182)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di giuseppe (del 05/02/2008 @ 12:58:42, in blog, linkato 1206 volte)

Martedì elettorale - va beh, si fa per dire - negli Usa e non ho voglia di ridire quanto ho già detto in proposito.

Martedì di avvio di campagna elettorale, in pratica, in Italia. Con ancor minore entusiasmo.

Dopo i nuovi fallimenti di Prodi, ritornerà Silvio Berlusconi - e sono tre lustri che fanno avanti e dietro sempre tutti e due, con tutti e due uguali  disastrosi risultati - con quella Casa della libertà di cui tutti i capi - inquilini avevano decretato la fine, giusto due o tre settimane fa.

Senza un reale progetto, senza nemmeno una speranza per quel popolo evocato soltanto a parole, in un contenitore rimasto senza contenuti e senza nemmeno più un nome, per fregarlo nuovamente, mentre i suoi soldi finiscono al 21 del mese e anche prima. 

Invece trecento milioni di euro in più comunque entreranno sotto forma di rimborsi elettorali nelle casse dei partiti della casta, cioà tutti quanti, ché non ce n'è uno, di partito, per il quale non dico impegnarsi, ma nemmeno votare.

Tutto questo, mentre l'Italia è in guerra: guerra internazionale, al servizio degli Usa, e proprio ieri dieci innocenti sono stati uccisi nel pezzo di Afghanistan che le notre truppe controllano, e guerra civile, con le forze dell'ordine impegnate a reprimere le sacrosante proteste delle popolazioni vittime dei fallimenti e dei misfatti della politica in Campania.

Madonna che tristezza, profonda e intensa, senza rimedio, senza speranza, che mi ha preso oggi, martedì elettorale, americano e italiano!

Articolo (p)Link Commenti Commenti (174)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1
Ci sono  persone collegate

< settembre 2017 >
L
M
M
G
V
S
D
    
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
 
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
blog (325)

Catalogati per sezione:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
buy arsenal soccer
20/09/2017 @ 13:00:27
Di Franziska
http://jga2.fragment...
20/09/2017 @ 12:58:33
Di Haroldvob
Gia
20/09/2017 @ 12:53:35
Di Warren

Titolo
Bianco e nero (194)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Ti piace questo blog?

 Fantastico!
 Carino...
 Così e così
 Bleah!

Titolo
Listening
Musica...

Reading
Libri...

Watching
Film...


Titolo


20/09/2017 @ 13:00:45
script eseguito in 432 ms