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 COLORATA/ di rosso per protesta, nel nome di Filippo Tommaso Marinetti, la fontana di Trevi a Roma... di giuseppe
 
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Noi siamo letterati ed artisti, e siamo uomini pensanti e responsabilmente coinvolti nelle cose che cupamente ci attorniano. Traiamo la nostra legittimazione più profonda ed individuata dalla visione, dall’emozione, dalla persuasione della sacralità, dell’identità, della socialità nazionale ed europea. Questo è il nostro mondo e per questo noi viviamo e ci battiamo.

Sandro Giovannini
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di giuseppe (del 29/10/2007 @ 15:22:39, in blog, linkato 1207 volte)

Sono tratte da un’intervista rilasciata nei giorni scorsi a Mario Calabresi, corrispondente a New York di “Repubblica”, da William Langewiesche, uno dei migliori giornalisti americani, evidentemente un uomo libero, del quale è appena uscito in Italia un breve libro, “Regole d’ingaggio”, pubblicato da Adelphi. Un’altra drammatica testimonianza dell’assurdità e della crudeltà di questa guerra, come di tutte le guerre.

“...Non possiamo scandalizzarci e considerare criminale un soldato che spara e uccide una famiglia di civili iracheni mentre sta dando la caccia agli insorti e invece non dire una parola su chi ha deciso che si sganciasse una bomba su di una abitazione dove si pensava ci fossero dei terroristi uccidendo anche la famiglia che ci abitava. Sono cose che succedono tutti i giorni e dovremmo interrogarci sulle regole di ingaggio che lo permettono, sulla guerra che l’America sta conducendo.

 ...Ho scoperto le stragi grazie alla reazione del deputato della Pennsylvania John Murt, un ex marine molto vicino al Pentagono, che disse: - Io amo i marines, ma questa guerra sta trasformando i nostri ragazzi in assassini di massa. Vanno riportati a casa.

...L’uccisione di civili innocenti è diventata la norma in Iraq ed è una necessità di questo tipo di guerra in cui il nemico non indossa una divisa.

...La guerra di per sè è stato l’errore più grosso. Una volta che hai messo il piede nella merda allora tutto quello che succede dopo sono solo errori tattici. Ci sono stati errori dopo errori, non solo da parte dell’esercito, che si è trovato dentro un conflitto che non avrebbe mai potuto vincere, ma anche da parte del sistema politico americano. Il livello di stupidità istituzionale è sbalorditivo e non ci sono parole per descriverlo. Penso che sarà raccontato in dettaglio solo tra molti anni dagli storici. Penso che gli americani non possono neppure immaginare quanto corrotta, incompetente e distruttiva sia stata questa intera avventura. Inoltre, in termini pratici, invadendo l’Iraq abbiamo peggiorato le cose: la minaccia del terrorismo è molto più forte oggi che prima o subito dopo l’ 11 settembre”.

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Di giuseppe (del 28/10/2007 @ 09:28:44, in blog, linkato 1318 volte)
E' finito anche questas volta il lungo, ingiustificato, assurdo periodo in cui per una legge che tutti hanno promosso e accettato senza discutere la nostra vita è stata regolata da un'ora in avanti. Come detto e documentato, è una pratica senza fondamento e controproducente, simbolo dell'irrazionalità, della superficialità e della fretta che dominano violentemente. Rinnoviamo l'appello per un decreto legge, o una legge ordinaria, che sancisca per sempre la fine della famigerata ora legale.
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Di giuseppe (del 25/10/2007 @ 13:14:30, in blog, linkato 1219 volte)

Ecco, ho controllato.

Ho qui davanti a me il cedolino del mio stipendio di ottobre. Pago il 45% di tasse, insomma verso direttamente all’erario quasi la metà di quanto guadagno. Ma questo è niente. Pagare le tasse è giusto, poi è un dovere. Esosità dell' erario a parte, spetta a ognuno di noi, e se altri non lo fanno, o riescano in gran parte ad evaderle, è un altro paio di mani.

Il punto è un altro.

Abbiamo recentemente scoperto che grazie ai mutui accesi dall’assessore liberal – comunista Paolo Peveraro, prima quando era assessore al comune di Torino e adesso che lo è della Regione Piemonte, i due enti sono indebitati con alcune grandi banche dell’alta finanza internazionale per importi astronomici. Gli effetti ricadono sui cittadini – lavoratori dipendenti e ricadranno sulle generazioni furure. Ho controllato.

Risiedendo a Torino, mi hanno tolto dallo stipendio 32 euro di addizionale regionale e quasi 10 di addizionale comunale! Sapere che ogni mese oltre quaranta euro del mio stipendio finiscono direttamente nelle tasche dei banchieri usurai mi altera non poco e mi fa girare i conti e non solo quelli non poco.

Sapere che sarà così per tutti gli stipendi della mia vita, e per quelli dei miei figli e per quelli dei figli dei miei figli, infine, mi fa incazzare di brutto.

Lo sappiano al,meno i lavoratori dipendenti residenti a Torino e in Piemonte. Se anche a loro sapere tutto ciò fa girare i conti e fa girare altro, lo esprimano: prima o poi, in qualche modo, riusciremo a fare i conti con l’assessore liberal – comunista Paolo Peveraro.

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Di giuseppe (del 22/10/2007 @ 16:14:46, in blog, linkato 2658 volte)

Non commento mai i commenti delle mie blogghine e dei miei blogghini su questo sito, per corretta e giusta decisione pregiudiziale: voglio la massima libertà per tutti e non voglio l’ultima parola io.

Quindi soltanto per eccezione più unica che rara segnalo il commento ricevuto stamattina da Paolo- “Io c’ero quella sera...”- al blog del 16 luglio 2007 “Quella lunga, calda estate del 1977 a Lecce”.

Lo segnalo per dire della frase che chiude il flash sul filo della memoria, dei suoi sedici anni, ricordando quella drammatica sera di sogni e di spari, in cui riuscì fortunosamente a scampare alla ‘caccia all’uomo’ scatenata dagli extraparlamentari di sinistra in seguito al comizio di Pino Rauti, a Lecce, il 3 giugno 1977: “CHE BEI TEMPI”.

Ecco, sì: che bei tempi dei nostri sedici, diciotto e vent’anni!

Lo segnalo perché proprio di recente Thomas Friedman, uno dei più quotati intellettuali americani, ha rimproverato ai ventenni di oggi del nostro Occidente globalizzato– che egli ha chiamato, con un’espressione già diventata famosa, “genrazione q”, che sta per "quieta" - di vivere virtualmente, di non scendere in piazza, o per strada a manifestare, di non avere più ideali.

Ecco, forse dovremmo essere di nuovo noi ventenni di trent’anni fa a ridare slancio, idee e ideali, azione, ai ragazzi di oggi.

Come ha dimostrato pochi giorni fa Graziano Cecchini, “cinquantraquattro anni splendidamente portati”, un passato nel Msi e un presente da cane sciolto, stante l’inconsistenza di An e la mancanza di sbocchi politici concreti, l’ accusato – anche se egli nega, e fa bene – di aver colorato di rosso l’acqua della Fontana di Trevi a Roma, per sottolineare l’emergenza della città di Walter Veltroni e protestare contro questa politica dell’effimero e del niente, che lascia irrisolti tutte le grandi questioni sociali.

Bravo Graziano Cecchini, o chi per egli sia stato!

Un’azione spettacolare: non violenta, ma efficacissima.

Una presenza ribadita con energia.

Una speranza per il futuro.

Da lassù, se un lassù esiste, ma di sicuro ora ripigliatosi in piedi nella tomba, Filippo Tommaso Marinetti come nel “Cantos” in italiano di Ezra Pound sarà balzato lancia in resta, braccio teso nel saluto romano, sull’attenti, a salutare quest’impresa compiuta nel suo nome. “Presente!”.

Quindi, caro Paolo, non rassegniamoci, che non possiamo fare i reduci a cinquant’anni: facciamo, invece, facciamo ancora noi, invece dei ragazzi di oggi, per i ragazzi di oggi!

E sì, caro Graziano, ci crediamo con te, con Filippo Tommaso, con Ezra: “Torneranno i fanti, torneranno le bandiere”.

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Di giuseppe (del 21/10/2007 @ 13:40:31, in blog, linkato 1288 volte)
Ieri su "La Repubblica" un colossale errore, di chi vuol fare il colto e invece si rivela un ignorante. Mastella, già fra l'altro piuttosto a sproposito, ha esternato, quale commento alle vicende giudiziarie che lo vedono pesantemente coinvolto: "Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur" - e la giornalista, sul nome della quale stendiamo quel pietoso velo, che ne riferiva in un apposito articolo, ha scritto "Come diceva Catone". Orrore! E' una frase di Tito Livio, il grande storico latino, che fissa in maniera superbamente sintetica ed efficace il concetto di discussioni inutili, impotenti e sterili, mentre gli eventi si compiono. Non c'è più il liceo classico di una volta.
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Di giuseppe (del 19/10/2007 @ 13:25:55, in blog, linkato 1179 volte)
...diceva Ezra Pound ed era una delle sue frasi preferite, contro i banchieri e contro i produttori di armi. Quello che non si capisce ora è perchè uno Stato degno di questo nome consenta ai proprio Enti Locali di indebitarsi con i banchieri internazionali: come ha sancito la Corte dei Conti, che però ormai non ha praticamente più nessun potere, si tratta di operazioni sconvenienti, oltre che inopportune. Uno Stato serio dovrebbe trasferire risorse e imporre che bastino, e avanzino. Adesso, dovrebbe dichiarare nulli tutti i contratti di questo tipo. Intanto ho letto le dichiarazioni fatte durante il dibattito in sede di Consiglio Regionale. Le tesi di Paolo Peveraro e della sua maggioranza di centro - sinistra facevano ridere. L'opposizione di centro - destra è stata capace soltanto di alzare un polverone, di parole, portate via dal vento che soffia.
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Di giuseppe (del 18/10/2007 @ 16:19:27, in blog, linkato 1235 volte)

In questi giorni, sempre a Torino, un nuovo. tragico fatto di cronaca scuote le coscienze e comunque ha fatto molta impressione.

Una giovane madre ha buttato giù dal quinto piano la figlioletta che, in cima a una sedia, aspettava di sera il ritorno dal lavoro del papà, operaio. Venticinque metri di infinito e una morte tragica con lo schianto giù nel cortile.

Almeno, così pare abbia confessato, salvo poi ritrattare e sostenere che si è trattato di una disgrazia.

Assurdo delitto, o tragica fatalità, comunque non è di questo che qui si vuol discutere, anche perchè le indagini le fanno carabinieri e polizia e i processi i magistrati, non i giornalisti.

I giornalisti fanno invece spesso confusione e diventano complici di autentiche sciocchezze, o colossali imbrogli.

Come è successo in questi giorni.

Detto che la povera madre era "depressa", infatti, sono partiti appelli a tutti i "depressi" a curarsi, firmati dagli psichiatri e da tanti medici. Ecco, i giornalisti li hanno riportati in tutta evidenza, meccanicamente e anzi con enfasi, senza nessun commento critico, senza niente.

Complici di un'ultima frontiera varcata dalla sanità in cerca di profitti. Vendere medicinali e visitare malati, non importa se immaginari, per fare soldi, ecco l'intento di certa medicina, che ha inventato le "malattie mentali" soltanto per accrescere i propri interessi economici.

In verità la povera madre era angustiata dalle ristrettezze economiche, si era fissata - e come darle torto? - che con mille euro al mese guadagnati dal marito era sempre più difficile mandare avanti la sua famiglia.

Con un lavoro, o un assegno sociale che riconosca il ruolo fondamentale delle casalinghe, sarebbe stata benissimo, ve l'assicuro.

Questo, certa sanità essa sì malata lo chiama invece "depressione": così migliaia di persone in più andranno dai medici a farsi visitare e prenderanno milioni di farmaci. Farmaco, a proposito, che nel senso etimologico, nel greco antico, significa "veleno".

Così abbiamo milioni di nuovi ammalati, cari colleghi giornalisti, stupidi, se non ipocriti, servi sciocchi, consapevoli o inconsapevoli che siate: da oggi sono da considerarsi ufficialmente "depressi" e quindi ammalati colori i quali sono preoccupati perchè hanno pochi soldi, o non hanno un lavoro, o si sentono soli e pure quelli in crisi perchè scopano poco e male.

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Di giuseppe (del 17/10/2007 @ 15:44:11, in blog, linkato 1354 volte)

Aveva fatto cento milioni di euro di debiti, al Comune di Torino.

Due anni e mezzo fa, lo hanno, per questo, promosso e da assessore comunale è passato ad assessore regionale, con la giunta della presidente Mercedes Bresso, sempre di centro – sinistra.

Qui, di fronte a un debito consolidato e, per così dire, “sistemato”, egli si è potuto sbizzarrire e ne ha fatti fino a tre miliardi di euro, con un’esposizione a trent’anni di un miliardo e ottocento milioni di euro.

Si chiama Paolo Peveraro, questo campione della, chiamiamola così, finanza creativa, che si è fatto dare i soldi per i suoi compagni politici e ha indebitato tutti i residenti a Torino e in Piemonte per sé, per i loro figli e per i figli dei loro figli, che vedranno le loro tasse finire direttamente nelle tasche dei grandi banchieri internazionali.

Sapere che ogni mese mi prendono dallo stipendi tot euro il Comune e tot euro la Regione, e questi soldi servono a pagare i plutocrati della J&P Morgan e degni compari di banchetti, oltre a premiare i fighetti di Massimo D'Alema impiantati nella City londinese, mi fa venire un nervoso, ma un nervoso...

Grazie a Milena Gabanelli e a Report, che domenica sera hanno rivelato al grande pubblico queste e altre storie, degli enti locali, grandi e piccoli, che si sono legati agli usurai internazionali, con operazioni – truffa, che ricadono direttamente sulle tasche dei cittadini e dei loro discendenti futuri.

Nessuno più e meglio di Paolo Peveraro.

Ah, fra l’altro, si è detto a chiare lettere, anzi, immagini, che alcuni anni fa, ad istruire le plutocrazie bancarie senza confini, quale consulente italiana, fu l’attuale ministro Barbara Pollastrini, comunista di lungo corso e attuale compagna del direttore genrale di Intesa San Paolo, uno dei principali istituti finanziari che hanno avvinghiato e stanno strozzando le istituzioni dello Stato italiano. Niente male per un programma e una rete che passa per essere di sinistra!

Onore al merito a Milena Gabbianelli, che si è rivelata campionessa di giornalismo e di libertà.

Le segnalo, fra l'altro, che 'stamattina La Stampa e La Repubblica non hanno pubblicato nemmeno un rigo sul dibattito svoltosi ieri in consiglio regionale, su sollecitazione dell'opposizione, giustamente in cerca di spiegazioni: Intesa San Paolo e Uniocredit Cassa di Risparmio hanno le mani lunghe, evidentemente.

Ma sono tutti della stessa famiglia.

Intanto, a fine ottobre, io andrò direttamente dall'assessore comunista creativo Paolo Peveraro a chiedergli spiegazioni su dove finiscano gli euro che Comune di Torino e Regione Piemonte si fottono ogni mese dal mio stipendio, per regalarli all'occulta strategia senza confini dell'alta finanza internazionale.

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Di giuseppe (del 10/10/2007 @ 16:01:23, in blog, linkato 1182 volte)

Non è la guerra delle cifre che fa paura. ( Vedi il blog del 29 settembre scorso, “Baffino, guarda questi numeri”).

Fa paura la guerra.

Sarebbe bastato anche un solo morto per gli effetti indiretti delle armi all’uranio usate dagli americani, accanto ai quali sono dieci anni che i soldati italiani combattono, al servizio dei loro interessi economici e strategici, dalla Serbia, al Kossovo, dall’Iraq all’ Afghanistan.

Secondo il ministro della difesa Arturo Parisi, che ne ha riferito ieri in Parlamento, sono “appena” 37 e 255 gli ammalati di gravissime patologie.

Secondo i famigliari, 170 e 2000.

Questo, per dire soltanto dei militari italiani.

Ma quelli delle altre Nazioni son forse meno importanti?

E le popolazioni civili colpite direttamente?

Bisogna costruire la cultura della pace, che consideri la guerra una ipotesi inverosimile, il massimo della disumanità: il prossimo traguardo, nel nuovo secolo e nel nuovo millennio, di civiltà per l’umanità.

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Di giuseppe (del 07/10/2007 @ 10:42:04, in blog, linkato 1169 volte)
C'è un programma pornografico, dei sentimenti, che andrebbe davvero abolito, perchè ogni giorno fa balenare vincite incredibili, ai poveri concorrenti che vi si danno appuntamento e il più delle volte le delude. A volte, raggiunge picchi di perfidia e vertici di crudeltà, quando fa giocare una somma che cambia la vita, contro il niente. A volte, poi, irride, insulta: lei vuole la casa? Lei si sveglia alle quattro di mattina? Infine, come se non bastasse, adesso ha cominciato a sfruttare anche i milioni e milioni di telespettatori che lo seguono, propomnendo loro un giochino che costa minimo un euro e massimo sei a ognuno: siccome mette in palio soltanto cinquemila euro, ogni volta, calcolate voi quanto fa guadagnare alla radiotelevisione di Stato servizio pubblico? Altro che signorine discinte e telefoniste erotiche: questaè la vera pornografia e se c'è un programma che andrebbe cancellato subito senza rimpianti questo è quello dei PACCHI che ogni giorno offende chi lo guarda prima ancora che chi vi partecipa da concorrente e confonde a tutti il senso dei soldi, dai tempi dell'euro ormai perso irrimediabilmente e il senso di tutte le cose della vita.
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