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 PEGGIORATA/ Nei panni di Albakiara, rispetto ad Albachiara, l'attrrice Laura Gigante... di giuseppe
 
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Noi siamo letterati ed artisti, e siamo uomini pensanti e responsabilmente coinvolti nelle cose che cupamente ci attorniano. Traiamo la nostra legittimazione più profonda ed individuata dalla visione, dall’emozione, dalla persuasione della sacralità, dell’identità, della socialità nazionale ed europea. Questo è il nostro mondo e per questo noi viviamo e ci battiamo.

Sandro Giovannini
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di giuseppe (del 30/08/2007 @ 13:38:59, in blog, linkato 9093 volte)

Non replico mai, nel bene e nel male, alle reazioni, agli interventi, ai commenti che giungono sul sito: rispetto la libertà di tutti, esaltata da internet e non voglio avere l’ultima parola.

Replico invece a voce a chi a voce mi chiama, mi incontra e mi affida le proprie sensazioni, come è successo molto a proposito dell’articolo di ieri, “calcio d’inizio”.

A proposito, notando come un argomento tutto sommato marginale, no? se vogliamo, almeno rispetto a tante tematiche affrontate in questa sede, abbia suscitato un vespaio di polemiche reazioni, dico soltanto che confermo e sottoscrivo tutto quanto scritto ieri. Punto.

Rimango oggi più o meno vicino al tema, perché la mia attenzione è stata attratta da un’intervista di Milly Moratti, di professione moglie di Massimo Moratti, presidente dell’Inter, cognata del fratello di lui GianMarcoMoratti, presidente del gruppo e della sorella di lui Letizia Moratti e basta così perché non riesco mai a raccapezzarmi bene in queste dinastie, tipo la famiglia Agnelli, quella reale inglese e generazioni simili.

Comunque, per dire che la signora si è sentita gratificata dalle recenti affermazioni di Walter Veltroni, a proposito della ricchezza, che non è a suo dire nemica della sinistra, anzi. E certo. Così la signora si esalta e passa a sostenere tesi talmente deliranti, che non meritano nemmeno repliche di sorta.

Merita invece sottolineare come gran parte della famiglia Moratti sia notoriamente schierata a sinistra, mentre ha lasciato, smarcata, all’ala destra, la Letizia, come è noto nel cuore di Berlusconi, già ministro della pubblica istruzione, in fondo alla classifica del peggior ministro della storia, ora sempre per volontà di Berlusconi sindaco di Milano e papabile delfina del leader del centro-destra, naturalmente fra trenta anni, quando, varcata la soglia dei cento anni, settanta di età biologica, il buon Silvio si sarà orientato ad andare in pensione... Questo per evidenziare la natura dei veri, grandi, ricchi, sapientemente a cavallo e in sella per dare ordini e foraggio, sia da destra, sia da sinistra. Ma di calcio e non di ippica e nemmeno di politica dovevamo parlare, no?

Ecco, sono risaputi gli straordinari interessi che il calcio muove.

Soltanto gli spiriti più critici avvertono invece la deriva commerciale che sta progressivamente deteriorando il calcio, dove vige la legge del più forte economicamente, con meccanismi autoreferenziali. Grandi sì, perché grandi economicamente.

L’Inter in primo luogo. Sono anni e anni che la società compra giocatori incredibili, in senso positivo, ma pure in senso negativo e poi li ricopre di cifre esagerate, assurde, con ciò a volte rovinandoli.

Qualche nome? Uno su tutti, tal Alvaro Recoba, che da un decennio percepisce milioni di euro, senza aver mai fatto nulla da un punto di vista calcistico.

Poi, le storie di Vieri, Ronaldo e Adriano, che con la maglia dell’Inter frequentavano più le discoteche che i campi di calcio sono di pubblico dominio e non c’è bisogno di raccontarle.

Ecco, di tutto questo c’è un solo responsabile, Massimo Moratti, per giunta capace di vincere dopo centinaia di milioni di euro sperperati in tanti anni soltanto uno scudetto, lo scorso anno, quando le squadre rivali o non c’erano, o erano squalificate, in seguito alle note vicende di calciopoli.

Vicende in cui l’Inter non è entrata, anzi, ne è stata premiata: peccato che sia invece pesantemente coinvolta in altri scandali, quelli del così detto doping amministrativo, o quelli della Telecom: già, perché il vicepresidente dell’Inter si chiama Tronchetti Provera e sì è sempre lui.

Però è del presidente che vogliamo continuare a dire. Vale la pena in tal senso raccontare un edificante aneddoto. Anni fa uno dei tanti allenatori succedutisi sulla panchina nerazzurra, Hector Cuper, stanco del disimpegno dei suoi calciatori, una domenica sera, dopo l’ennesima, brutta prestazione, per punizione decise di mandarli tutti in ritiro. Bene. La domenica sera stessa in quel ritiro si presentò il presidente Massimo Moratti e per consolare i suoi giocatori della punizione regalò a ciascuno di loro una sterlina d’oro.

Ecco, questo basta e avanza a far capire il personaggio.

Ma dei soldi, vogliamo dire, dei soldi, quelli celebrati dall’intervista di sua moglie Milly, “tifosa”, giacché ci siamo, di Walter Veltroni, da dove venga la ricchezza della famiglia Moratti, trecentonovantacinque milioni di euro di utili netti col petrolio nel 2006, quali appoggi politici abbia per convenzioni e finanziamenti e quali sistemi poi in più usi per procacciarsi liquidità. Lo facciamo anzi dire a due colleghi, Carlo Bonini e Walter Galbiati, autori di una di quelle inchieste, piena di voglia di scoperta, grondante di iniziativa e profumata di libertà, che riconciliano col giornalismo. E’ uscita qualche mese fa su “Repubblica”, col titolo “Quei milioni dello Stato alla raffineria di Moratti”.

Ne riportiamo soltanto l’inizio, tanto basta e avanza a far capire tutto:

Sul mare di Sarroch, 25 chilometri da Cagliari, costa sud-Orientale della Sardegna, si leva la più grande raffineria di petrolio del Mediterraneo. Quindici milioni di tonnellate di greggio lavorate ogni anno (300 mila barili al giorno), pari a un quarto della capacità di raffinazione italiana. Una grande mammella in cui pompano petrolio e succhiano carburanti clienti come "Shell", "Repsol", "Total", "Eni", "Q8", "Tamoil". è un gioiello industriale di proprietà dei Moratti. è il cuore della "Saras", l' azienda di famiglia. Ma, negli ultimi dieci anni, il denaro che lo ha reso tale è uscito dalle casse dello Stato. Circa 200 milioni di euro elargiti a fondo perduto, attraverso tre "Contratti di programma" cui hanno messo la firma i presidenti che si sono succeduti nel tempo alla guida del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica). Nomi importanti del centrodestra e del centrosinistra (Giancarlo Pagliarini, Carlo Azeglio Ciampi, Vincenzo Visco, Mario Baldassari, Domenico Siniscalco e Giulio Tremonti), specchio del rapporto bipartisan con la politica della famiglia Moratti. Ai Moratti, quei 200 milioni di euro sono costati un nulla in termini finanziari. E, soprattutto, hanno reso bene. Perché, una volta rinnovati gli impianti, la famiglia ha potuto affacciarsi in Borsa quotando una "Saras" tirata a lustro e dunque fare cassa. Oltre due miliardi di euro. Di cui un miliardo e 700 milioni percepiti da Massimo e Gian Marco Moratti e soltanto 360 milioni (frutto di un aumento di capitale) messi a disposizione del gruppo. I "Contratti di programma" sono una leva di politica economica per incentivare le imprese a realizzare progetti strategici in aree depresse in periodi di transizione e il loro valore viene per lo più misurato nella creazione di nuovi posti di lavoro. Tra il 1995 e il 2004, la "Saras", caso pressoché unico tra le aziende che ne hanno beneficiato (tra queste, Eni e Fiat), di contratti di programma ne firma tre. Uno dietro l' altro. "Saras I", "Saras II", "Saras III". Sulla carta, interessano solo in parte gli investimenti industriali nella raffineria (attività estranea, del resto, allo spirito dei contratti di programma). Ma soltanto sulla carta. Nel dettaglio, i tre accordi hanno una struttura simile. Una parte riguarda appunto gli investimenti industriali nello stabilimento di Sarroch, l' altra investimenti collaterali in progetti di ricerca. Ad oggi, dei tre contratti stipulati, solo il "Saras I" si è chiuso, mentre gli altri due devono ancora essere sottoposti alla verifica finale del raggiungimento degli obiettivi. Un passaggio che consente al gruppo di approvare un bilancio in cui i finanziamenti pubblici vengono trasformati dalla voce debiti verso lo Stato in quella di sovvenzioni a fondo perduto. Ecco dunque cosa è accaduto...".

E allora, certo, Milly Moratti, viva i ricchi! E sì, Massimo Moratti, forza Inter!

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Di giuseppe (del 29/08/2007 @ 12:43:13, in blog, linkato 1083 volte)

Un mese di squalifica e 15.000 euro di multa: tanto è costato a Silvio Baldini, allenatore del Catania, l’aver dato un calcio in culo al collega del Parma Mimmo Di Carlo, che lo aveva pesantemente e del tutto gratuitamente offeso, nel corso dell’incontro disputato domenica scorsa allo stadio “Tardini” della città emiliana, valido per la prima giornata del campionato italiano di serie A.

Ok, il prezzo è giusto. Tutto sommato un costo accettabile e una buona reazione. Non si può sempre tacere e ringraziare, quando si è sulle strisce pedonali e si viene insultati dall’automobilista di turno; o si devono sentire le offese del tossico al quale viene rifiutata l’elemosina che avrebbe voluto estorcere; o si va in auto a cinquanta all’ora su strada urbana e si viene sorpassati da uno che bestemmia qualcuno o qualcosa di caro.

Un grande regista cinematografico della storia del cinema, John Ford, ha ricavato un bel film, sull’uomo tranquillo, che però a un certo punto reagisce, oh!

Ecco, nell’ultimo caso, per esempio, si avrebbe voglia di rincorrere, l’automobilista cafone, procurarsi una pistola e freddarlo senza pietà e si avrebbe diritto a una medaglia d’oro al valor civile, mentre purtroppo la legge lo considera, anziché un atto meritorio e liberatorio, omicidio volontario, senza nemmeno l’attenuante della provocazione, anzi, con l’aggravante dei futili motivi.

Denunciare? Cosa si vuol denunciare, considerato il risaputo funzionamento della giustizia in Italia?

Ecco allora che bisogna stare zitti e subire passivamente, dando ragione al violento, cafone e spregevole individuo di turno, perché è il male minore, per quanto faccia sentire deboli, frustrati e impotenti.

Fintanto che un giorno l'uomo tranquillo si ribella, reagisce e diventa – altro che modello diseducativo di cui hanno concionato a sproposito i tanti giornalai, coscione fini dicitrici di sponsor e commentatori da strapazzo dei vari carrozzoni televisivi di questi giorni – un vero e proprio eroe, vendicatore di tutte le persone per bene e tranquille, che se ne stanno a fare i fatti loro, quando vengono insultate e svilite senza motivo.

Silvio Baldini stava facendo tranquillamente il suo lavoro, quando è stato provocato fisicamente e verbalmente mandato affanculo senza motivo da una persona incivile e spregevole rappresentata nella fattispecie da Mimmo Di Carlo. E' di quest'ultimo, del provocatore, la vera violenza.

Ha fatto benissimo quindi Silvio Baldini a reagire e a mollargli quel bel calcione in culo che tutti abbiamo visto e rivisto in tv. Ha fatto benissimo pure a NON chiedergli scusa: ha chiesto scusa a tutti, doverosamente, per non diventare immeritatamente un modello di violenza, ma non a lui.

Ora paga un prezzo tutto sommato accettabile e riceva tutto il nostro plauso.

Tacciano giornalai, coscione e ciarlatani. Non possono parlare, non hanno credibilità. Tanto per fare un solo esempio, ho visto domenica scora, in uno dei programmi seriali, uno che ERA un giornalista, per giunta dotato, ridotto dalla televisione a una macchietta, a un buffone da circo, Maurizio Mosca, tanto per fare nomi e cognomi: ad un certo punto ( il grande padre si sarà rivoltato nella tomba ) si è alzato, ha preso una bomboletta spray e si è divertito, fra la soddisfazione generale, senza che nessuno avesse niente da ridire, anzi col plauso del conduttore e col consenso dello studio, a spruzzare la sostanza bianca in aria e per terra, ridendo istericamente, muovendosi goffamente e gridando come un forsennato.

Ecco, capite bene come da tali ministri di culto e da tali pulpiti non possano venire prediche.

Poi, è ora di finirla pure con questa retorica diventata insopportabile contro la violenza nel calcio, con questo buonismo ipocrita. La violenza è dappertutto nel mondo ed è una violenza peggiore: violenza vera, gravissima, sopraffattrice, annientatrice. 

La violenza nel calcio c’è sempre stata e sempre ci sarà. Non si può espungere la violenza dal calcio: se espungessimo la violenza dal calcio, espungeremmo il calcio stesso.

Piaccia o non piaccia, il calcio è di per sè violenza, per le dinamiche, sia pratiche, sia allegoriche che lo sostanziano e lo caratterizzano.

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Di giuseppe (del 28/08/2007 @ 12:49:56, in blog, linkato 1290 volte)

Ora che è andato a rendere subito omaggio al mito, all’imperialismo e alla potenza militare, economica e culturale degli Stati Uniti d’America, rinnegando l’indipendenza e la tradizionale vocazione francese; ora che ha dato via libera a liberismo e liberalismo, chiamandone gli esponenti più graditi all’alta finanza internazionale, all’occulta strategia della dominazione economica senza confini e ha aperto il suo governo anche ad esponenti organici di sinistra; ora che ha impostato interventi volti a favorire le fortune dei suoi amici riccastri, completamente dimentico della grande tradizione sociale del gollismo: ora che dopo pochi mesi tutto è chiaro, vorrei sapere che fine hanno fatto i commentatori e gli esponenti politici di destra che in Italia, alla elezione a presidente della Francia di Nicolas Sarkozy, non solo hanno esultato, ma l’hanno esaltata quale una grande vittoria della destra, per giunta nuova.

Destra un cazzo.

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Di giuseppe (del 27/08/2007 @ 12:52:22, in blog, linkato 1273 volte)

Sì, perchè i riccastri spesso pagano moltissimo, quello che potrebbero avere a meno, non solo, ma pure di migliore qualità.

Ultimo esempio, la pizza.

Si sta diffondendo la moda di farsela fare a casa, apposta, da un pizzaiolo intraprendente, che ha ideato a suo dire la pizza più cara del mondo: eh già, che costa per due persone 8.300 euro ( ottomila trecento ) compreso il fastidio del suo viaggio a domicilio del committente.

A dare uno sguardo agli ingredienti, sembra che sia soltanto una sterile esibizione di costosissimi quanto inutili o superflui preparati. La pizza margherita,a cinque-sei euro in ogni città, al forno a legna di una qualunque pizzeria napoletana, presenti ormai in ogni dove, sembra pure migliore, di questa pizza più cara del mondo, ma va bene, de gustibus non est disputandum.

C' da discutere, invece e molto pure, sul fatto che ci siano centinaia di persone che spendono i propri soldi così: da scemi e va bene, ma pure indifferenti al fatto che un simile sperpero è un'offesa al mondo intero e specialmente a quello degli affamati, dei esclusi, dei poveri e dei disperati.

Potrebbe almeno il signor Renato Viola, il pizzaiolo a domicilio dei ricastri, rendere pubblici gli elenchi dei suoi clienti?

Saremmo curiosi di sapere chi sono, verificare se sono in regola sulle tasse, se hanno almeno una volta fatto un po' di beneficenza e come fanno a digerire dopo aver mangiato una pizza costata 8.300 euro, in una sola sera, sapendo che con quella cifra camperebbe un anno un villaggio africano, o una famiglia disperata in Italia. 

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Di giuseppe (del 23/08/2007 @ 17:03:38, in blog, linkato 1264 volte)

Così, vedete che la giustizia funziona in Italia?

Preso, processato in un giorno, condannato a due anni e mezzo e portato in carcere, Alfonso Stramandino, fruttivendolo quarantottenne. Peccato che invece bisognava dargli la medaglia d’oro al valor civile, per aver messo in atto un’azione esemplare, non violenta, didattica e catartica: all’isola di Lipari aveva tagliato gli ormeggi dello yacht del riccone di turno, quel sapientone di Diego Della Valle, il quale italianamente, strafottendosene di tutto e tutti, soltanto perché portava a bordo il ministro della giustizia Clemente Mastella, aveva attraccato il suo barcone nello spazio comodo e gratuito, ma riservato alla pubblica utilità, per ragioni di sicurezza, questa la presunta spiegazione addotta.

Ora, a parte la quanto meno dubbia moralità del farsi pagare le vacanze da uno dei più ricchi e controversi imprenditori italiani, per quanto amico di...convergenze politiche e pure di...interessi calcistici, per Clemente Mastella, alla faccia della sicurezza, poi, se uno del posto, al quale nessuno aveva riconosciuto mai niente, si è potuto avvicinare indisturbato e tranquillamente tagliare gli ormeggi! Così, amareggiato per la sorte toccata al povero, ma eroico Alfonso Stramandino, anche oggi il mio cervello, già duramente messo alla prova in queste ore dalla Brambilla col suo nuovo presunto partito, creato con logo commerciale, che però poi era stato già ornato e Adornato dall’ex comunista, sodale di Veltroni e dal commento – bello in teoria, squallido se rapportato alla pratica di Forza Italia, del suo amico – nemico Bondi ( altro ex comunista ) secondo il quale la politica è cultura e umiltà; già sconfortato dalle gemelline di Garlasco, che credevano di essere in un reality – show, anziché all’omicidio vero della cugina e si sono adeguatamente esibite, ben supportate del resto in tutto e per tutto dal carrozzone dell’informazione – spettacolo; già massacrato dalle nuove dichiarazioni del ministro verde, con grande fantasia messo a capo dell’ ambiente dal governo Prodi, Pecoraro Scanio, il quale se fossimo in una vera democrazia, seria e autorevole, si sarebbe dimesso da alcuni mesi e invece è ancora lì che parla degli incendi, come se non fosse lui quello che invece di parlare dovrebbe evitarli, o quantomeno spegnerli, o minimo impedire che facciano vittime innocenti e ne parla italianamente dando la colpa di quanto successo a tutti, tranne che a sé stesso; ecco, così anche oggi il mio cervello ha preso il mal di pancia, s’è intristito prima, avvelenato poi e, giusto il tempo di scrivere queste poche righe, andando in tilt ha collassato.

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Di giuseppe (del 20/08/2007 @ 17:09:15, in blog, linkato 1239 volte)

Ma sì, bruci la città, crolli il grattacielo e nel giro di due ore svanisca tutto quanto, svanisca tutto il resto. Arrivi un altro periodo, una nuova stagione.

Ma intanto questa estate continua.

Questa, la canzone dell'estate, che contiene però un nichilismo disperato e disperante, nel rifiuto di tutto quello che è altro da loro due, pure così nell'accettazione implicita della situazione di chi non ha niente.

A Irene Grandi che non ha niente altro da fare che adorare, che leccare il suo amore rimasto da solo nudo nel suo letto, facciamo rispondere dalla poetessa premio Nobel polacca Wislawa Szzymborska:

"Un amore felice, è normale?

E' serio? E' utile?

Che se ne fa il mondo di due esseri

che non vedono il mondo?".

Bruci allora in questa brutta estate pure la brutta canzone dell'estate e la smetta Irene Grandi, di intristirci anch'ella.

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Di giuseppe (del 16/08/2007 @ 16:39:21, in blog, linkato 1810 volte)

Siamo al giro di boa, dopo la giornata di ieri, che è il vero capodanno. L’estate – a proposito, di una regolarità atmosferica confortante, alla faccia di tutte le cazzate dette e ridette sulle presunte modificazioni climatiche – al massimo, ma da oggi il lento collasso.

Per chi ha potuto, al di là delle stime di “telefono azzurro” (ecco l’altro incredibile luogo comune giornalistico: ‘sto “telefono azzurro” che non si sa nemmeno che cosa sia che “spara” cifre del tutto inventate e tutti i giornali e le televisioni che le riportano come se fossero dati matematici, verità scientifiche e non, come in effetti sono, stime campate in aria) il periodo di pausa delle attività, le vacanze; poi il ritorno, la graduale ripresa.

Un cerchio ( annulus, annus, anno in italiano ) che magicamente ieri si è saldato e oggi ricomincia.

Il mito dell’eterno ritorno che trionfa.

Intanto però quello che abbiamo imparato a chiamare l’immaginario collettivo registra bruttezze senza soluzione di continuità, con un peggioramento su tutti i fronti.

Pure gli incendi dei boschi si sono incattiviti e ora provocano vittime umane.

I delitti, sono diventate mattanze, per di più all’estero ( ché la Germania estero è, altro che Europa unita!) tanto per farci conoscere meglio.

Il mega evasore fiscale ottiene in premio la possibilità di esternare in televisione a reti unificate, senza contraddittorio, manco fosse il presidente della repubblica, o il padre della patria.

Anche gli scandali pruriginosi, da sempre contorno di stagione, si sono imbruttiti: di fronte ai preti omosessuali di questa estate, viene voglia di rivedere all’opera le aspiranti vallette e attrici di Gigi Sabani e, soprattutto, di Valerio Merola, col suo “merolone”.

Come, cosa è il “merolone”? Non ricordate cosa avvenne qualche anno fa? Nel 1996 Valerio Merola viene coinvolto in un inchiesta giudiziaria, nell'ambito di un'indagine condotta dal sostituto procuratore di Biella, Alessandro Chionna, e che coinvolge anche Gigi Sabani e Gianni Boncompagni: è accusato di aver ottenuto favori sessuali in cambio della possibilità offerta alle ragazze di partecipare a programmi televisivi e concorsi di bellezza. L'avvocato di Merola portò a difesa del conduttore il fatto che le "grandi dimensioni" del membro di Merola non avrebbero potuto rendere possibile la violenza di cui era accusato, cosa che gli valse appunto il soprannome di Merolone. L'inchiesta, aperta ufficialmente il 6 agosto 1996, si spense prima di giungere a processo: trasferita a Roma per "incompetenza territoriale" del foro bellese, fu in seguito archiviata.

Valerio Merola ne trasse poi comunque grande popolarità, anche raccontando, con spregio del galateo, certo, ma con grande soddisfazione boccaccesca, di tutte quelle che avevano gradito il suo merolone.

Il magistrato e una delle testimoni, conosciutisi durante un interrogatorio, si innamorarono, si sposarono e vissero felici e contenti. Questo “scandalo” dell’estate di undici anni fa, sembra una favola bella rispetto agli scandali di questa estate, brutta brutta, in cui, ancora, molti han fatto tanti appelli a non abbandonare i cani e nessuno a non abbandonare i bambini.

Sono migliaia i bambini abbandonati, da chi non può permettersi più di mantenerli: e nessuno nemmeno che faccia appelli, magari aiuti concretamente chi è in difficoltà.

Neanche quello che dovrebbe far ridere ci riesce. Come il cantante Zucchero che insulta il pubblico del suo concerto nel grand hotel Cala di volpe, di lusso, a Porto Cervo, in Sardegna: “Cala di volpe, che Dio vi benedica e vi perdoni! Sono qui soltanto per i soldi! Mi state tutti sui coglioni!” e i particolare una signora che invece di ballare mandava messaggini suol telefonino: “Puzzi di aringa, lavandino, baraccone, bagascione, cassonetto, sei uno schifo, zoccola”. Non fa ridere perché dalle cronache si ricava che c’erano 850 (ottocentocinquanta ) persone ( fra le quali – e ti pareva? – la Daniela Santanché, che in queste serate mondane sguazza sempre a piacimento ed esercita la propria missione politica, con grande tornaconto di Alleanza nazionale ) che avevano pagato 1300 ( milletrecento ) euro a testa per una cena, sia pure con concerto, quando migliaia di famiglie in Italia abbandonano i bambini perché non possono sfamarli; e che lo stesso fustigatore dei costumi dei ricconi ha guadagnato, cantando e insultando, in una sera, quanto un operaio guadagna in dieci anni: queste sono le vere volgarità, le reali scurrilità blasfeme del mondo, la pornografia dell’umanità, non le parole che, insieme a posate, limoni e bottiglie,sono volate fra palco e tavolini del ristorante nella tristissima serata.

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Di giuseppe (del 14/08/2007 @ 12:28:45, in blog, linkato 1102 volte)

Con riferimento al blog di ieri, ecco questa mattina la notizia battura dalle agenzie. Ne citiamo integralmente una a caso.

Quanto agli Americani, appena una settimana fa - il 7 di agosto - aggiungiamo - bombardamenti di aerei della Nato in Afghanistan, a caccia di presunti terroristi, avevano provocato la morte di cinque civili. Ma ecco la notizia di questa mattina, di poche ore fa.

14-AGO-07 11:29 M.O.: RAID ISRAELIANI NEL SUD DI GAZA, UCCISI 2 MILITANTI HAMAS E 2 CIVILI PALESTINESI Gerusalemme, 14 ago. (Adnkronos) - Le forze militari israeliane hanno lanciato prima dell'alba un nuovo raid, con il sostegno dell'aeronautica, nel sud della Striscia di Gaza, non lontano dalla citta' di Khan Younis, provocando la morte di due militanti di Hamas e di due civili palestinesi, fra cui la mamma 70enne di uno degli esponenti di Hamas uccisi, e il ferimento di altre 15 persone. Il bilancio delle vittime e' stato diffuso da fonti ospedaliere palestinesi e di Hamas. (ses/Col/Adnkronos)

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Di giuseppe (del 13/08/2007 @ 15:25:16, in blog, linkato 1303 volte)

Riporto qui di seguito il testo del messaggio introdotto furtivamente sul sito delle Nazioni Unite e così attribuito al segretario generale, a opera di tre bravi giovani pacifisti.

Purtroppo, accortisi della violazione informatica, i zelanti funzionari dell'Onu hanno provveduto a cancellarlo. Il bello è che se l'Onu non fosse quel carrozzone di incapacità, corruzione e mediazioni a favore degli interessi americani che è progressivamente diventato negli ultimi anni, queste cose dovrebbe dirle davvero e non nell'invenzione dimostrativa di protesta:

 

Questa è una cyber protesta contro Israele e gli Stati Uniti: non uccidete bambini e altre persone. Pace per sempre, no alla guerra!

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Di giuseppe (del 10/08/2007 @ 12:24:33, in blog, linkato 1088 volte)

Qualche ignorante si preoccupava ieri delle prossime gare di “motomondiale”, di come farà ad affrontarle, dopo quello che gli è successo, pensa tu...

Ignorano costoro che un campione lo è sempre, non soltanto nello sport in cui eccelle, anche perché è carico delle responsabilità che gli derivano dalla sua popolarità e quindi non può e non deve dare esempi negativi; ignorano che un ciclista che vince e poi si droga non è un campione, è ben brutto uomo; che uno che vince le corse con la moto e poi nasconde i suoi guadagni stratosferici, ancora peggio. In realtà, gli è successo ben poco.

In America – e avrebbero fatto benissimo: e lo posso dire io che sono un anti - americano viscerale – lo avrebbero chiuso in una cella e avrebbero buttato via la chiave.

Così si fa, con questi. Poi, come si fa con i mafiosi, bisognerebbe sequestrare loro tutti i beni, confiscarli e rimetterli poi a uso dello Stato e della comunità.

Lo Stato non può stare più a guardare e quello che sta facendo è sempre troppo poco.

Si tratta di ridistribuire il reddito, realizzare la giustizia sociale, o quanto meno alzarne il livello.

Bisogna eliminare prelievi quantitativamente esuberanti ed ingiusti, sui piccoli imprenditori ed artigiani; ridurre quelli sicuri e sproporzionati, sulle buste paga dei lavoratori dipendenti circa il 50% ogni mese su stipendi da fame; tassare invece le cooperative, che mascherano di volontariato l’affarismo; prelevare in percentuale elevate le rendite finanziarie di aziende e società, gli istituti bancari in primo luogo; scovare e perseguire i sempre più numerosi e sempre impuniti riccastri delle barche, dei billionaire ( a proposito, quello è un altro che ci ha la residenza in Inghilterra...) e degli altri locali volgari.

Ecco, dove la politica deve esercitarsi e lo Stato ritrovare dignità.

Il nostro Stato, o quel che ne rimane prima che centro sinistra e centro destra insieme legati dalla Lega e dal liberalismo ne minassero l’autorità e la credibilità. Non l’Europa dei banchieri e dei mercanti, che dispone della nostra moneta, delle nostre riserve auree, della nostra sovranità.

Una prova?

Ma dove si trova Londra, dove i cittadini italiani che non vogliono pagare le tasse trasferiscono la propria residenza soltanto in maniera virtuale?

Non è forse Londra parte dell’Unione europea? E allora non veniteci a rompere più con questa storia dell’Europa unità, che è soltanto una convenzione inventata dai banchieri, dai finanzieri e dagli usurai, che proprio nel cuore di Londra, nella City del grande capitale ha la sua centrale operativa.

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